Dove e come allevare le tartarughe palustri

Le più comuni tartarughe palustri che possiamo tenere in casa come animali da compagnia appartengono al genere Trachemis, di cui la più rappresentata è la specie “orecchie gialle”, cosiddetta  per il tipico colore citrino presente ai lati della testa sopra e posteriormente alla membrana timpanica (orecchio). Questi rettili sapranno donarci facili soddisfazioni, senza richiedere un grande impegno né economico, né in termini di tempo tuttavia, trattandosi di animali esotici, ci attrezzeremo per fare condurre loro la vita più simile a quella che avrebbero nel loro contesto naturale. Prima cosa una tartarughiera: una vashetta in plexiglass in cui metteremo l’acqua. A seconda dei modelli troveremo vasche già allestite  con isolette onde permettere alle tartarughe di riposarsi all’asciutto; oppure noi stessi predisporremo delle chiatte galleggianti in sughero sulle quali potranno arrampicarsi. Seconda cosa un termostato:uno strumento che, immerso nell’acqua e giustamente tarato a 25°-30°C, ne manterrà la temperatura costante. Ricordo infatti che le tartarughe d’acqua sono originarie dei Paesi Tropicali e, porre la vaschetta, in inverno, sul termosifone, comporta impennate e crolli della temperatura a seconda dell’accensione/spegnimento dei caloriferi. Terza cosa un filtro:le tartarughe, come i pesci d’acquario, vivono in un ecosistema chiuso. Il cambio continuo dell’acqua le espone a stress di adattamento ad un’acqua sempre nuova, molto più salutare per le nostre amiche, e meno laborioso per noi, inserire un semplice filtro da acquariologia che asporti le deiezioni e riduca il carico ammoniacale dell’acqua. Quarta cosa…eventualmente una lampada:cioè una lampada che ricrei le condizioni di irradiamento solare, diffondendo raggi UVA e UVB,utili alla fissazione del calcio e della vitamina D (prevenzione del rachitismo!) e stimoli opportunamente l’ipofisi,attraverso l’occhio, garantendo le giuste 10-12 ore di “sole tropicale”

Alimentazione delle tartarughe acquatiche

L'alimentazione delle tartarughe acquatiche è la base essenziale per una vita sana e un mangime di buona qualità è un importante presupposto per mantenere le tartarughe in buona salute.
Le tartarughe acquatiche sono onnivore: a secondo delle specie e dell’età preferiscono a volte cibo a base di carne oppure a base vegetale. Il cibo dovrà inoltre essere ricco di calcio, utilissimo per favorire una sana crescita dell’ossatura e del carapace.
Sono reperibili in commercio una grande varietà di mangime per le tartarughe d’acqua. Potrai inoltre arricchire loro dieta con vegetali e frutta fresca.  La galleggiabilità del mangime sotto forma di stick permette alle tartarughe di nutrirsi in superficie, evitando anche la dispersione degli avanzi di cibo che, oltre a causare fastidiosi fenomeni di inquinamento dell’acqua terrario, potrebbero determinare cattivo odore e minore trasparenza dell’acqua.
Gli esemplari giovani vanno nutriti tutti i giorni mentre quelli adulti devono rispettare un giorno di digiuno alla settimana.

Cosa non fare nell'allevamento delle tartarughe d'acqua

L’allevamento delle tartarughe d'acqua rappresenta forse uno dei primi approcci ad un animaletto domestico, senz’altro per le poche cure gestionali da esse richieste, in termini economici e di tempo. Ci doteremo di una tartarughiera con acqua e spazi emersi,dotata di filtro e termostato. Ma se vorremo arredarla per renderla più bella agli occhi e più accogliente per le nostre ospiti facilmente penseremo ad un fondo di pietrine. Escluderei l’introduzione in vasca di piante vere da acquario delle  quali, come foglie d'insalata, le tartarughe voracemente si nutrirebbero; ma pure evitate o ponete a debita distanza dalla bocca, le piantolette in plastica, dalle quali potrebbero essere  attratte assaggiandole accidentalmente e magari ferendosi la bocca. La dieta varia e ricca che le tartarughe trovano in natura, benchè riprodotta dal cibo artificiale specifico, potrebbe tuttavia, come prima accennato, essere carente in minerali. Consiglio quindi di completarla con integratori di calcio e vitamina A. La carenza di vitamina A si può manifestare con gonfiore/edema degli occhi delle tartarughe; esse non riuscendo più ad aprire le palpebre troppo gonfie, non vedranno più il cibo galleggiare sulla superficie dell’acqua e andranno incontro ad anoressia, col rischio di un rapido deperimento (panoftalmia). Non esitate pertanto a provvedere all’acquisto degli integratori opportuni, come saprà consigliarvi l’addetto del reparto, onde mantenere in perfetta salute le nostre amiche.

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